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Paragrafo 1 . Innocenzo terzo e l'egemonia papale.

     
Alle  soglie del secolo tredicesimo la Chiesa godeva in Europa di  una
posizione  di  grande prestigio. Essa esercitava la sua  autorit  non
solo  in  campo  spirituale,  ma anche  sulle  questioni  politiche  e
dinastiche  dell'impero  e  degli altri  regni  europei,  riuscendo  a
ottenere  adesioni  alle  crociate contro gli  infedeli  da  parte  di
numerosi nobili e regnanti.
     L'ascesa  al  soglio papale di un colto esponente  della  nobilt
romana,  Lotario  dei conti di Segni, con il nome di  Innocenzo  terzo
(1198-1216), rafforz ulteriormente l'influenza della Chiesa sul mondo
cristiano.
     Innocenzo  terzo,  sviluppando i disegni  egemonici  di  Gregorio
settimo,  elabor un progetto di vera e propria teocrazia  papale:  il
papa,  in  quanto  "vicario  di Cristo"  sulla  terra,  doveva  essere
considerato  la  massima  autorit  non  solo  spirituale,  ma   anche
temporale;   dall'autorit  pontificia  derivava,  e   ad   essa   era
sottoposto,  ogni altro potere, compreso quello dell'imperatore  e  di
tutti i principi cristiani; questi avrebbero dovuto ridursi a semplici
vassalli,  da  sollecitare  in caso di bisogno,  e  da  reprimere  con
scomuniche e confische territoriali nell'eventualit di divergenze dal
volere papale.
     Innocenzo  terzo  si avvaleva innanzitutto, per l'attuazione  del
proprio  progetto, di una solida preparazione in diritto  e  teologia,
che aveva acquisito nelle scuole di Bologna e di Parigi.
     Tale  capacit  culturale, unita alle sue ferree convinzioni  sul
primato  del  potere  papale  e ad una eccezionale  abilit  politica,
condusse il pontefice l dove aveva in parte fallito Gregorio settimo,
che  ai  suoi  tempi era stato fieramente contrastato  dall'imperatore
Enrico  quarto:  riuscire  a  frenare le  ambizioni  egemoniche  degli
imperatori tedeschi. Queste parvero essersi pericolosamente realizzate
quando,  alla  morte di Federico Barbarossa (1190), il  figlio  Enrico
sesto,  unitosi in matrimonio con Costanza d'Altavilla, divenne  erede
anche  dei possedimenti normanni nel sud d'Italia, riuscendo  cos  ad
estendere  i  domini imperiali fino a cingere, da sud  e  da  nord,  i
territori  della  Chiesa come in un assedio. Ma le circostanze  resero
possibile  un'immediata contromossa papale; Enrico sesto infatti  mor
prematuramente nel 1197, lasciando un erede di soli tre anni, Federico
secondo.  Nel  vuoto di potere che venne a crearsi e che  scaten  una
dura  lotta  per  la  successione  al  trono,  il  papa  si  intromise
prontamente rivendicando - grazie alla consuetudine in uso  fin  dalla
conquista normanna - la supremazia della Chiesa sul regno di  Sicilia;
alla morte di Costanza (1198)
     
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     ottenne  inoltre  la  tutela sul piccolo  Federico,  schierandosi
allo  stesso tempo in favore del "guelfo" Ottone quarto di  Brunswick,
che  contendeva  al  pretendente svevo,  Filippo,  ultimo  figlio  del
Barbarossa,  il  trono di Germania; quando per si accorse  che  anche
Ottone,  diventato  imperatore  (1209-1218),  intendeva  condurre  una
politica  di  potenza,  non esit a scomunicarlo,  e  ad  opporgli  il
proprio protetto, Federico secondo, che nel 1212 divenne re, oltre che
di  Sicilia, anche di Germania: il papa era riuscito cos,  fomentando
inimicizie  e  contrasti fra i principi tedeschi, a controllare  tutto
l'impero.
     Oltre  a  frenare  le  mire  dei re e  dei  feudatari  germanici,
Innocenzo  colse  in Europa altri successi politici,  costringendo  al
vassallaggio  il re d'Inghilterra Giovanni Senzaterra  -  dopo  averlo
scomunicato  in  seguito ad un contrasto sulla nomina dell'arcivescovo
di  Canterbury  -, e ricevendo spontanea sottomissione  da  parte  dei
regni  cristiani d'Oriente, del regno aragonese, di quello portoghese,
di  quello bulgaro e di quello ungherese. Tali sottomissioni portavano
al  papato  non  soltanto  un indubbio prestigio  politico,  ma  anche
tangibili vantaggi materiali sotto forma di indennizzi e versamenti di
denaro.
     Con  l'organizzazione della quarta crociata (1202-1204),  che  fu
dirottata  su  Costantinopoli per volere dei veneziani (vedi  capitolo
Quattro,  paragrafo 4), il papa questa volta fall  il  suo  obiettivo
primario, che era quello di combattere gli infedeli; comunque cerc di
limitare  lo  smacco subto, proponendosi di fare del  neonato  impero
latino  d'Oriente,  sorto  al  posto di quello  bizantino,  uno  stato
cristiano   vassallo  della  Chiesa,  proprio  nel  territorio   degli
scismatici bizantini.
